Obiettivi: come raggiungerli e sceglierli

procrastinare

“Gatto”, chiese Alice
“Mi diresti, per favore, che strada devo prendere per andarmene da qui?” “Dipende molto da dove vuoi andare”, disse il Gatto.
“Non mi importa molto il dove”, disse Alice.
“Allora non importa quale strada prendi”, disse il Gatto.

Charles Lewis Carroll, “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie”.

E’ fondamentale, prima di incamminarsi lungo qualsiasi strada, sapere dove si vuole andare, avere una meta: molto spesso i nostri tentativi di “vivere meglio”, “guadagnare di più”, “avere più tempo libero”, “fare più attività fisica”, “essere più produttivi sul lavoro” (ecc. ecc.) si rivelano fallimentari non tanto perché ciò che facciamo per provarci sia errato di per sé, ma perché ci poniamo mete irrealistiche, vaghe, poco concrete e difficilmente verificabili. Il risultato di tutto ciò è che, pur essendo animati da speranza e buona volontà, finiamo per rinunciare o, cosa altrettanto deleteria, rimandare (di questo vi ho parlato nel mio articolo sul “procrastinare”).
Diventa fondamentale, quindi, imparare a fissarci piccoli traguardi, precisi, realistici, adatti a noi e quantificabili, che conducano verso l’obiettivo globale. Così facendo, al compimento di ogni piccolo step, ci sentiremo gratificati, soddisfatti, più sicuri di noi stessi e motivati all’azione.

Ancor prima di definire i criteri generali per riuscire a porsi obiettivi specifici in maniera efficace, vorrei però soffermarmi sulla questione a monte, su cui Alice ci invitava a riflettere, di carattere forse più prettamente esistenziale piuttosto che pratica, ossia sul: “dove voglio andare”.
Nella pratica clinica mi imbatto spesso nella sensazione, riportata dai miei pazienti, di sentirsi come “criceti sulla ruota”, impegnati in corse frenetiche verso direzioni che non di rado rischiamo di sentire come obbligate: alcune volte sentiamo di non avere tempo a sufficienza per dedicarci a ciò che più ci appassiona, troppo presi dalle incombenze quotidiane; altre volte ci sentiamo disorientati, attanagliati dall’incertezza di non essere sulla strada giusta per noi (la classica domanda. “ma io è questo che voglio dalla vita?”).
Con queste premesse, il rischio è che al mimino intoppo o difficoltà (e il percorso che porta al raggiungimento di un qualsivoglia obiettivo ne è disseminato) cadiamo nel dubbio e nell’immobilità, col disastroso impatto che ciò comporta sulla nostra autostima.

Forse allora altrettanto importante del come è il cosa, poiché solo individuando con chiarezza la meta finale, le azioni che ne conseguono si dimostrano davvero costruttive e produttive.
Dobbiamo abbandonare l’idea di poter fare ed essere tutto, e iniziare a stabilire e scegliere quelle che sono le nostre reali priorità: poniamoci allora in un atteggiamento curioso, sincero ed onesto nei nostri confronti, e interroghiamoci realmente su cosa vogliamo.

Come fare?
Vi invito a prendere carta e penna e stilare un elenco di quelle “cose” che per voi sono davvero importanti (un esempio potrebbe essere “passare del tempo con la mia famiglia”, “essere in forma”, “avere un buon lavoro”, “leggere”, “viaggiare”, “comprare casa”, “uscire con gli amici”- uscire che implica, in termini di obiettivi, l’avere una vita sociale soddisfacente-.. ecc ecc)… fatto? Ora iniziate a depennare, a sfoltire la lista, lasciando solo ciò a cui proprio non potreste rinunciare. Fatto di nuovo?
Ora osservate bene ciò che è rimasto: ci sono obiettivi che sono palesemente in contrasto tra di loro, in termini di contenuto o di impegno di tempo? Dovete fare una scelta.
(Vi faccio un esempio un po’ banale: sognate di comprare casa ma ogni anno non vedete l’ora che arrivino le vacanze per spendere tutti i vostri risparmi in un viaggio? Ecco… forse uno dei due “obiettivi” non è così fondamentale per voi, ed è importante che vi rendiate conto della cosa per poi evitarvi la frustrazione o l’ansia conseguente al non riuscire a tener fede ai vostri propositi. Stessa cosa per ciò che concerne il tempo a disposizione: buon per voi se riuscite a far coesistere più passioni, in caso contrario tocca selezionare (è difficile pensare, ad esempio, di imparare a suonare il pianoforte magnificamente e al contempo voler diventare dei campioni di nuoto… il rischio è di “esaurirvi” o non raggiungere i risultati sperati in nessuno dei due campi).
Fatto tutto ciò dovreste trovarvi con una fotografia dei pochi, pochissimi, punti chiave della vostra attuale o futura soddisfazione e crescita personale, dovreste poter leggere nero su bianco le vostre “mete”.
Su queste (e forse solo su queste) merita davvero impiegare tempo, fatica, impegno ed energia!

Dott.ssa Roberta Calabrese

2018-04-02T20:27:24+00:00