ADHD: Come riconoscerlo e come intervenire

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In diversi contesti si sente parlare di ADHD: Ma che cos’è e cosa comporta a chi ne è affetto?
Con l’acronimo ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder)  si indica un disturbo che affligge alcuni bambini e che causa una notevole difficoltà nel controllo dei propri impulsi e a posticipare le gratificazioni, un’incapacità di riflettere prima di passare all’azione, a svolgere in maniera ordinata giochi organizzati e con uno scopo da raggiungere con una sequenza articolata di azioni.
I bambini che presentano tale disturbo si differenziano dal resto dei compagni di classe per un’eccessiva attività motoria (ad esempio hanno la tendenza a muovere le gambe in maniera continuativa anche da seduti, giocherellano o lanciano oggetti e si spostano da una posizione all’altra) e agli occhi dell’osservatore appaiono agitati, irrequieti e incapaci di stare fermi. Il loro rendimento scolastico è minore rispetto agli altri bambini in quanto faticano a prestare attenzione per lunghi periodi, a controllare gli impulsi e la loro mancanza di inibizione e di autocontrollo compromette in modo variabile la gestione di alcune risposte sia comportamentali che cognitive. Relativamente al deficit di attenzione, il problema principale dei bambini con ADHD risiede nella difficoltà a prestare interesse nei confronti delle attività scolastiche per il tempo necessario al loro svolgimento, per cui è necessario essere essenziali e sintetici nell’interazione con loro.

Sovente ai genitori sono mossi rimproveri da parte degli insegnanti per l’educazione impartita ai figli, invocando una maggiore disciplina e il ricorso a qualche metodo punitivo, ma ad un’analisi più approfondita è importante che tutte le persone che interagiscono con i bambini con ADHD, sappiano vedere e capire le motivazioni delle manifestazioni comportamentali di questi ragazzini, mettendo da parte il “giudizio” verso i genitori, già molto preoccupati e stressati per queste situazioni, e l’educazione da loro impartita .
Gli interventi psicoeducativi utilizzati per il trattamento dell’ADHD che hanno dato maggiori riscontri di efficacia sono quelli impostati secondo un approccio cognitivo – comportamentale, i quali inglobano sia tecniche comportamentali per lo sviluppo e il potenziamento dei comportamenti desiderabili, previa riduzione di quelli disfunzionali, sia tecniche cognitive per favorire l’apprendimento dell’auto – monitoraggio e del problem solving. È inoltre importante che il programma svolto con metodica cognitivo – comportamentale coinvolga tutti gli aspetti della vita del bambino, adattandosi a quelle che sono le caratteristiche e le difficoltà della persona affinché questa ne possa trarre beneficio.

Fonte:
Ianes D., Marzocchi G., Sanna G.(2009), L’iperattività. Aspetti clinici e interventi psicoeducativi, Trento, Erickson

Dott.ssa Nadia Pagliuca

2018-10-15T12:06:40+00:00