CTP e Consulenza Forense

Per connettere scienze psicologiche, scienze umane e diritto

Consulenza Forense 2017-06-03T16:21:12+00:00

Project Description

CTP e Consulenza Forense

PSICOLOGIA GIURIDICA

La Psicologia giuridica assume come ambito di studio e di intervento individui e gruppi nel contesto della giustizia proponendosi anche di connettere scienze psicologiche, scienze umane e diritto. Si occupa, infatti dei processi cognitivi, emotivi e comportamentali aventi rilevanza per l’amministrazione della giustizia, con riferimento alle persone intese sia come autrici di reato sia partecipanti al processo giudiziario in qualità di imputati, testimoni, parti lese, avvocati e giudici; si occupa, inoltre, dei problemi psicologici connessi con la costruzione, l’applicazione e l’adesione individuale e collettiva a norme e regole del comportamento e della convivenza umana, con una interlocuzione diretta con le discipline giuridiche. Sulla base di teorie, metodi e strumenti psicologici analizza l’interazione tra persona e sistema della giustizia amministrativa, civile, penale, minorile ed ecclesiastica, focalizzandosi sullo studio scientifico di costrutti e processi psicologici di rilievo giuridico, secondo i paradigmi della psicologia cognitiva, sociale, evolutiva, dinamica e della personalità (ad esempio, la presa di decisione, la testimonianza e il suo grado di accuratezza, il grado di affidabilità del processamento delle informazioni, l’influenza di vari fattori personali e situazionali sulla memoria, le false credenze e memorie, le confessioni, il ragionamento giudiziario, l’effetto della testimonianza di esperti e periti, ecc.). Le applicazioni delle conoscenze e dei metodi di psicologia clinica al contesto giudiziario costituiscono un ausilio sia per l’emissione di sentenze sia per tutelare interessi di parte. Ci si riferisce, ad esempio, all’assessment e alla diagnosi psicologica, alla valutazione della pericolosità, dell’imputabilità e responsabilità penale di adulti e minori, alla valutazione e quantificazione del danno psichico ed esistenziale, al criminal profiling, alla valutazione di minori e del contesto familiare in casi di pregiudizio, all’assessment di minori autori di reato, alla valutazione dei minori e delle capacità genitoriali in casi di affidamento per separazione o divorzio, alla mediazione e risoluzione dei conflitti, alla valutazione per lo sviluppo di percorsi di riabilitazione e reinserimento sociale e lavorativo di autori di reato, ecc. Vengono affrontate, inoltre, le problematiche psicologiche connesse con la pratica giudiziaria (stili di risposta, processi di ragionamento e dinamiche relazionali delle diverse figure che partecipano al processo, attendibilità delle deposizioni, effetti psicosociali della reclusione, ecc.) nonché gli impatti sociali del sistema legale (epidemiologia e prevenzione dei reati, atteggiamenti verso la giustizia, sicurezza urbana, competenze degli operatori della giustizia, ecc.). I numerosi oggetti di studio e le diverse metodologie adottate, definiscono dei sottoinsiemi di attività che ricevono anche denominazioni differenti, come ad esempio: la psicologia criminale (studia e interviene sulla persona deviante e autrice di reati); la psicologia forense (si occupa delle problematiche psicologiche della persona che partecipa al processo come imputato, parte lesa, denunziante, testimone, accusatore, difensore e giudice); la psicologia penitenziaria (studia e interviene sulla persona in quanto condannata; cfr. apposita scheda); la psicologia legale, che attiene ai costrutti psicologici necessari per la comprensione, l’applicazione e gli effetti psicologici delle norme.

 

Che cos’è la Consulenza Tecnica di Parte (CTP)

In un procedimento giudiziario (sia civile che penale), ognuna delle parti può avvalersi di un consulente (CTP), nominato dall’avvocato.

L’articolo n° 201 del Codice di Procedura Civile dispone che, con lo stesso provvedimento di nomina del Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU), il giudice assegna alle parti il termine per la nomina del loro Consulente Tecnico (CTP).

Va ricordato che il Consulente Tecnico di Parte può essere nominato soltanto se il Giudice ha nominato un suo Consulente Tecnico d’Ufficio. Se il Giudice decide di non avvalersi di un suo consulente e dunque non nomina un CTU, qualunque delle parti in causa ha comunque la possibilità di produrre in causa perizie stragiudiziali redatte da un consulente tecnico a supporto di una delle parti.

La dichiarazione di nomina, viene effettuata dall’avvocato di una parte, indicando il nome e il recapito del CTP prescelto, in modo che il Cancelliere possa fare a sua volta le comunicazioni previste dalla Legge.

Il CTP assume una funzione di controllo tecnico sull’operato del consulente tecnico d’ufficio, cercando di dare ai fatti l’interpretazione maggiormente conveniente per il proprio cliente che lo ha scelto.

Il CTP risponde solo al suo cliente del mandato ricevuto.

 

I ruoli del CTP nel penale

Il CTP in campo penale ha grosso modo gli stessi obblighi del processo civile in particolare il CTP è nominato da una delle parti in causa solo in seguito alla richiesta di Perizia Tecnica da parte del Giudice in cui viene nominato il Perito del Tribunale CTU.

Il CTP ha il ruolo di assistere il proprio cliente con il compito di affiancare il CTU nell’espletamento del suo incarico durante le operazioni peritali, appurandone la correttezza metodologica della Consulenza, eventualmente producendo ulteriore documentazione clinica.

Il Consulente di parte si presta infine a formulare osservazioni a supporto o critica del risultato al quale il Consulente del Giudice sarà giunto.

Perché è utile nominare un CTP?

La nomina di un CTP (Consulente Tecnico di Parte) è utile per tre ordini di motivi.

  • In primo luogo per una funzione di controllo sulle operazioni peritali, nel senso che il CTP verifica che tutto il percorso proceda secondo le più adeguate metodologie (che devono essere seguite in modo scrupoloso dal CTU).

  • In secondo luogo per svolgere una funzione più collaborativa con il CTU: il CTP infatti essendo un “tecnico” esperto può interagire positivamente con il CTU portando riflessioni nuove e magari alternative, delle quali il CTU potrà tenere conto. A questo proposito è importante dire che il CTP se lo ritiene (e in accordo con il proprio cliente) può anche produrre al termine della perizia delle osservazioni, che verranno inviate alla attenzione del Giudice tramite il CTU. Il Giudice così si troverà ad avere ancora più elementi utili per la sua decisione.

  • Infine il CTP interagisce in più momenti con il proprio cliente, sia prima dell’inizio della perizia (con colloqui di conoscenza e con la lettura degli “atti”), che durante la CTU stessa, svolgendo colloqui di riflessione e monitoraggio sull’andamento della perizia. Questa funzione di sostegnoè fondamentale per la persona che si vede coinvolta in un procedimento approfondito e certamente complesso dal punto di vista procedurale, ma anche emotivo.Il CTP sarà presente durante tutte le operazioni peritali, avendo anche momenti di confronto con il CTU e gli eventuali altri CTP.

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