PTSD 2017-02-07T10:43:46+00:00

Disturbo Da Stress Post-Traumatico (PTSD)

Il disturbo da stress post-traumatico si manifesta in seguito all’esposizione a un evento stressante e traumatico, che la persona ha vissuto direttamente o a cui ha assistito, e che ha implicato morte o gravi lesioni o minaccia all’integrità fisica propria o di altri, come ad esempio aggressioni personali, disastri, guerre e combattimenti, rapimenti, torture, incidenti, malattie gravi.

Recenti studi hanno stimato un’incidenza del disturbo da stress post-traumatico tra il 5% e il 10% dell’intera popolazione. Tale percentuale risulta differente a seconda delle categorie di soggetti considerati, variando ad esempio dall’11% degli individui coinvolti in incidenti stradali, al 50% delle vittime di violenze sessuali, dei veterani di guerra, ecc. Circa il 20-40% di questi soggetti soffrirà di questo disturbo per più di un anno, il 15-20% per un periodo superiore ai due anni, mentre circa la metà svilupperà una forma cronica del disturbo.

Quali sono i sintomi? 

La risposta della persona comprende paura intensa, senso di impotenza e/o orrore.

I sintomi possono essere raggruppati in tre categorie principali:

  • il continuo rivivere l’evento traumatico: l’evento viene rivissuto persistentemente dall’individuo attraverso immagini, pensieri, percezioni, incubi notturni;
  • l’evitamento persistente degli stimoli associati con l’evento o attenuazione della reattività generale: la persona cerca di evitare di pensare al trauma o di essere esposta a stimoli che possano riportarglielo alla mente. L’ottundimento della reattività generale si manifesta nel diminuito interesse per gli altri, in un senso di distacco e di estraneità;
  • sintomi di uno stato di iperattivazione persistente come difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno, difficoltà a concentrarsi, ipervigilanza ed esagerate risposte di allarme.

I sintomi insorgono in genere nei primi 3 mesi dopo il trauma, sebbene possa esservi un ritardo di mesi o anche di anni prima che siano soddisfatti i criteri per una diagnosi. La sua durata può variare da un periodo superiore a un mese alla cronicità, per questo si rende necessario trattare immediatamente e profondamente il disturbo.

 

Trattamento psicoterapeutico

La terapia cognitivo-comportamentale focalizzata sul trauma consiste nell’esposizione graduale a pensieri, emozioni e situazioni che ricordano il trauma, lavorando anche sui contenuti di pensieri disturbanti. I pensieri associati all’evento traumatico che sono fonte di disagio (in particolare i pensieri che sono distorti e irrazionali) vengono identificati e sostituiti con una visione più equilibrata e realistica del mondo e della realtà, portando ad una progressiva riduzione dell’ansia e degli altri sintomi correlati all’evento traumatico.

Per l’elaborazione del trauma si è rivelato inoltre particolarmente utile l’EMDR.

EMDR

L’EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress, soprattutto allo stress traumatico.

Grazie alle proprie risorse e all’aiuto degli altri, la maggioranza delle persone traumatizzate riesce a recuperare un nuovo equilibrio, ma ci sono casi in cui le sensazioni legate al trauma sono ancora vive e sembra che l’evento si sia verificato poche ore prima, anche se risale a mesi o anni addietro.

Ricerche hanno evidenziato che i ricordi traumatici sono immagazzinati nel cervello in modo diverso dai ricordi non traumatici: i primi si collocano soprattutto nell’emisfero destro, separati dai ricordi positivi come se fossero congelati in uno spazio e tempo diversi dal resto dei nostri vissuti, e qui continuano ad agire.

L’EMDR si focalizza sul ricordo dell’esperienza traumatica e utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destra-sinistra. Tali stimolazioni hanno lo scopo di favorire una migliore comunicazione tra gli emisferi cerebrali e si basano su un processo neurofisiologico naturale, simile a quello che avviene nel sonno REM (fase del sonno in cui si sogna). Dopo l’EMDR la persona ricorda ancora l’evento ma sente che fa parte del passato, un ricordo lontano non più disturbante dal punto di vista emotivo.

E’ uno degli approcci più efficaci e rapidi per risolvere il disturbo da stress post-traumatico, ma è applicabile anche ad altri disturbi quali depressione, ansia, fobie, lutto acuto, sintomi somatici e dipendenze, in quanto si basa sul presupposto secondo cui tutti noi, per il semplice fatto di vivere, siamo esposti all’eventualità di sperimentare traumi psicologici: traumi “con la T maiuscola”, come calamità naturali, incidenti stradali, aggressioni e violenza sessuale, e traumi “con la t minuscola”, esperienze che sembrano oggettivamente poco rilevanti ma che possono assumere un peso soprattutto se ripetute nel tempo o subite in momenti di particolare vulnerabilità e nell’infanzia (umiliazioni, abbandoni, trascuratezza, ecc.).